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Nuraghe di Cabu Abbas
Raggiungibile passando attraverso il villaggio di Osseddu-Olbia 2, una volta giunti al parcheggio il monumento si raggiunge con una suggestiva passeggiata in mezzo alla natura incontaminata, dove è facile incontrare dei mufloni.
Datato all'Età del Bronzo Recente (1300-1200 a. C.), il complesso monumentale trova una sua particolare caratteristica  nel grande e alto recinto con accessi contrapposti che circonda la vetta del colle, occupata da un piccolo nuraghe monotorre. Da qui si osserva un panorama spettacolare della piana di Olbia e del suo golfo, ed è facile capire la funzione strategica che il nuraghe svolgeva. Nello scavo del 1939 si rinvenne, tra gli altri reperti, un bronzetto raffigurante una portatrice di brocca.
Tomba dei Giganti

Il monumento è raggiungibile in auto percorrendo il sentiero, segnalato da appositi cartelli, che si apre sulla destra (per chi arriva da Olbia) della strada Olbia-Loiri all'altezza del km 3.3. La tomba di giganti di Olbia è una delle più importanti della Sardegna per dimensioni.
Le tombe di giganti- così appellate folkloristicamente per le notevoli dimensioni- sono sepolture collettive d'epoca nuragica in uso dal 1500 al 1100 a. C., pertinenti al gruppo umano che viveva nel più vicino villaggio, in questo caso gravitante intorno al nuraghe Casteddu visibile dalla tomba stessa. I defunti erano posti nel corridoio, mentre lo spazio antistante all'esedra (semicerchio formato dai lastroni), oltre alle possibili offerte, si svolgevano i riti periodici legati al culto dei morti, molto importanti per le genti nuragiche.

 
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Pozzo Sacro Sa Testa

Per raggiungere il monumento bisogna prendere la strada per il Porto Industriale, direzione Pittulongu, seguendo le indicazioni per "Cala Saccaia".
I pozzi sacri costituiscono la prova dell'importanza del culto delle acque per le genti nuragiche. Questo di Sa Testa è uno dei monumenti più noti della Sardegna, ed uno dei meglio conservati. Fu scavato nel 1938 da Doro Levi, che rinvenne, oltre a materiali nuragici databili all'Età del Bronzo medio e Finale, anche materiali di età punica e romana. Di straordinaraia importanza è il ritrovamento di una statuetta votiva lignea risalente alla fine del VII-prima metà del VI secolo a. C., oggi attribuita ad un ambito di produzione greco-orientale.


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